I consiglieri comunali del Gruppo Fratelli d’Italia di Agrigento Gerlando Piparo, Pasquale Spataro, Costantino Ciulla, Simone Gramaglia e Laura Vento intervengono a seguito di quanto emerso nel corso della seduta del Consiglio comunale che si è svolta ieri sera.
E affermano: “Il Sindaco ha scelto le dirette social al posto delle risposte. Attacca i partiti di centrodestra e cerca un colpevole per il mancato adeguamento delle tariffe TARI. Il punto, però, è un altro e i cittadini hanno il diritto di conoscerlo.
Un atto che pesa sul prelievo di ogni famiglia e di ogni attività della città è stato integrato all’ordine del giorno il 29 luglio per la seduta del 30, con il termine per l’approvazione, previsto dalla legge, fissato al 31. Nessun incontro tecnico, nessuna illustrazione ai capigruppo, nessuna condivisione preventiva con il Consiglio. Chi porta un atto di questa importanza in Aula a poche ore dalla scadenza non può poi rimproverare al Consiglio di non averlo approvato di corsa.
C’è di più. La delibera della S.R.R. ATO dichiarava alcuni allegati parte integrante e sostanziale della proposta, ma quegli allegati ai consiglieri comunali non sono mai arrivati. Si chiedeva al Consiglio di approvare tabelle che il Consiglio non aveva sotto gli occhi. Non è un cavillo: è la differenza tra un voto consapevole e una ratifica al buio.
E veniamo alla parte più grave. Il Sindaco sta raccontando alla città che, senza l’aumento della TARI, salterebbero servizi essenziali, a partire dall’Asacom, il servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità. Non è vero e lui lo sa. La TARI è un’entrata vincolata, per legge, alla copertura dei costi del servizio rifiuti: non può finanziare l’assistenza scolastica e non un solo euro di quell’aumento sarebbe mai arrivato ai bambini con disabilità. Usare le famiglie più fragili come argomento di propaganda per far passare un aumento è un fatto di cui il Sindaco dovrà rendere conto alla città.
E c’è un passaggio che il Sindaco farebbe bene a ricordare. In Aula, prima del voto, gli abbiamo chiesto se esistesse la copertura del servizio Asacom per tutto l’anno scolastico e per tutti i piani individuali autorizzati dall’ASP. Non è arrivata una risposta, ma un esercizio verbale di equilibrismo che ha certificato, meglio di qualsiasi documento, che quella copertura non c’è. Chi in Aula scappa dalla domanda non può, il giorno dopo, salire in cattedra sui social.
Il Sindaco faccia il Sindaco, si assuma le sue responsabilità e smetta di rivolgersi al Consiglio e alla città con supponenza e superficialità. Se la preoccupazione per l’Asacom è sincera, allora le domande sono semplici. Dove sono il bilancio di previsione e il DUP, che, a quasi due mesi dall’insediamento, non risultano ancora agli atti del Consiglio? Quali somme sono state destinate alle fasce deboli e alle agevolazioni sulla TARI previste dal regolamento? Su questo l’Amministrazione non ha saputo indicare una sola risorsa alternativa e ha imboccato la strada più comoda: scaricare tutto sulle spalle dei cittadini.
Nella seduta del 30 luglio abbiamo posto domande puntuali sul piano, sui costi, sul contrasto alla morosità e sulle agevolazioni sociali. Nessuna ha ricevuto risposta. Non una. Al posto delle risposte sono arrivate le dirette social. Chi amministra risponde al Consiglio nelle sedi istituzionali, non cerca consenso in rete scavalcando l’Aula e le sue prerogative.
Il gruppo di Fratelli d’Italia non si sottrae alle proprie responsabilità e non ha bisogno di lezioni sul senso delle istituzioni. Siamo pronti a discutere e a votare atti completi, istruiti per tempo, trasmessi con tutta la documentazione e condivisi con il Consiglio. Su questo terreno il Sindaco ci troverà sempre. Sulla ricerca affannosa del colpevole, sulla fretta usata come alibi per comprimere il ruolo del Consiglio e sull’uso dei più fragili come scudo politico, mai.
Agrigento merita trasparenza, serietà e rispetto della verità”.






















