La Cts, la Commissione Tecnica Specialistica, ha trasmesso alla Regione Siciliana un parere interlocutorio sui progetti dei termovalorizzatori previsti a Palermo, nell’area di Bellolampo, e a Catania, chiedendo numerose integrazioni prima del rilascio delle autorizzazioni definitive. Per l’impianto palermitano sono stati formulati 44 rilievi, mentre per quello etneo le richieste salgono a 52. Tra le principali osservazioni relative a Bellolampo figurano la necessità di correggere la documentazione geologica, approfondire gli studi geostrutturali e idrogeologici, definire meglio la gestione del percolato e dei fanghi di depurazione, aggiornare l’analisi costi-benefici e valutare gli effetti del traffico durante la costruzione e l’esercizio dell’impianto. La Commissione ha inoltre chiesto uno studio sull’impatto delle opere sugli edifici circostanti. Per il progetto di Catania sono stati richiesti chiarimenti sull’eventuale interferenza delle ceneri vulcaniche dell’Etna con il funzionamento dell’impianto e sulla compatibilità con un altro termovalorizzatore privato previsto a breve distanza. Per entrambi i siti sono state domandate ulteriori verifiche sugli effetti per fauna e flora. Le osservazioni non rappresentano una bocciatura, ma un passaggio tecnico dell’iter autorizzativo. La Regione dovrà presentare la documentazione integrativa, così da avviare i bandi in autunno. L’investimento complessivo previsto è di 881 milioni di euro: i due impianti dovrebbero entrare in funzione nel 2028 e trattare complessivamente circa 600 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno, pari a circa il 60% del totale prodotto nell’Isola.























