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Ars, nessuna intesa sulla manovra: seduta rinviata al 15 settembre

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Prima seduta dopo la pausa estiva senza svolta per il Parlamento siciliano, che ha aggiornato al 15 settembre i lavori sulla manovra “Coesione e crescita”. Il testo, predisposto dal governo Schifani e del valore iniziale di 221 milioni di euro, resta al centro delle trattative interne al centrodestra, chiamato a trovare un accordo sulle modifiche da portare in Aula. Tra le misure già previste figurano 100 milioni per il Fondo per gli investimenti nei territori e ulteriori stanziamenti destinati alle principali emergenze dell’Isola, compresi pesca e sanità. Nel frattempo i partiti hanno iniziato a mettere sul tavolo le proprie priorità. La Democrazia Cristiana ha depositato un emendamento da 10 milioni per intervenire sull’adduttore Castello e sulle sue diramazioni, con l’obiettivo di limitare le perdite della rete e rendere più efficiente l’irrigazione agricola nel comprensorio riberese tra Verdura, Magazzolo e basso Platani. L’ammontare della manovra, tuttavia, potrebbe modificarsi e aumentare in base alle risorse che si renderanno disponibili attraverso il Rendiconto 2022 e le nuove entrate regionali. A tenere banco è anche la questione sollevata da Controcorrente. I quattro deputati del gruppo, nato prima della pausa estiva, contestano la mancata presenza nella Commissione Bilancio e chiedono al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno di garantire la loro rappresentanza attraverso il rinnovo delle commissioni legislative. La maggioranza avrà dunque cinque giorni per ricomporre le diverse posizioni, definire il testo e arrivare alla prossima seduta con un accordo che consenta di affrontare senza ulteriori tensioni l’esame della manovra.