Maria Grazia Brandara rilancia la proposta di destinare una parte del denaro confiscato alla criminalità organizzata ai territori più pervasi.
L’ex sindaco di Naro ed ex deputata regionale Maria Grazia Brandara rilancia la proposta avanzata nel 2014, da presidente del Consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo, al fine di destinare una parte del denaro definitivamente confiscato alla criminalità organizzata, e confluito nel Fondo Unico Giustizia, alle comunità maggiormente colpite dalla presenza mafiosa. L’iniziativa giunse alla Camera dei deputati attraverso un emendamento alla Legge di stabilità, poi dichiarato inammissibile per ragioni tecnico-parlamentari e non respinto nel merito. A distanza di dodici anni, Brandara torna a sostenere la necessità di trasformare quelle risorse in uno strumento di restituzione sociale. Il riferimento riguarda esclusivamente le somme di denaro definitivamente confiscate, e non immobili o altri beni. Secondo Brandara, una parte di questi fondi potrebbe essere destinata a contrastare povertà e marginalità, rafforzare i servizi per le persone fragili, sostenere giovani e anziani, promuovere l’inclusione sociale e offrire aiuto a donne e minori vittime di violenza. Le risorse potrebbero inoltre finanziare nuove opportunità di lavoro nei territori che hanno subito maggiormente gli effetti della criminalità organizzata. Maria Grazia Brandara sottolinea che non si tratta di chiedere un trattamento particolare per la Sicilia, ma di affermare un principio valido a livello nazionale: il denaro sottratto alle mafie dovrebbe tornare, almeno in parte, alle comunità alle quali la criminalità ha sottratto sviluppo, lavoro e prospettive. E’ una proposta che punta dunque a collegare la confisca dei patrimoni mafiosi a una concreta restituzione sociale, trasformando le risorse recuperate dallo Stato in investimenti a beneficio dei territori più colpiti.























