Il consigliere nazionale della Democrazia Cristiana Giuseppe Migliara accusa il segretario nazionale facente funzioni Giampiero Samorì di aver contattato telefonicamente diversi componenti del Consiglio nazionale per convincerli a dimettersi e far così venir meno il numero legale. Secondo Migliara, l’obiettivo sarebbe impedire lo svolgimento del Consiglio nazionale urgente convocato per il 30 settembre a Roma, su richiesta di oltre 50 consiglieri. Migliara definisce il presunto tentativo un attacco alla democrazia interna e respinge l’ipotesi che le dimissioni possano fermare il confronto. Il consigliere assicura che i componenti favorevoli alla convocazione resteranno compatti e annuncia che la riunione si terrà per consentire al Consiglio di esprimersi sulla guida del partito. “La Democrazia Cristiana è del suo popolo, non è proprietà privata di nessuno”, afferma Migliara, che considera il 30 settembre una giornata decisiva per il futuro del partito.























