Home Blog Pagina 2

Joppolo Giancaxio, un sabato con la musica dell’Associazione bandistica intercomunale Bellini

0

Domani, sabato 20 luglio, alle ore 22, a Joppolo Giancaxio, nell’ambito dell’Estate Joppolese, si terrà l’evento “Note di notte…notte di note” a cura dell’Associazione bandistica intercomunale “Bellini”, diretta dal maestro Carmelo Mangione.
Con questo evento, ha inizio, ufficialmente, la stagione estiva della musica nel piccolo centro agrigentino guidato dal sindaco Domenico Migliara.

Teleacras, oggi in onda l’Angolo della poesia di Irene Catarella

0
Irene Catarella

Nell’ #Angolodellapoesia di oggi la professoressa Irene Catarella recita la sua poesia inedita #Memorialedigiustizia per rendere onore al magistrato Paolo Borsellino e ai caduti nella strage mafiosa di Via D’Amelio. In onda oggi al Videogiornale di Teleacras (ore 14:05, 18:30, 20:10), sul canale 89 di Tele Iblea.

Agrigento, domani al Teatro Efebo la “Giornata del Medico 2024”

0
Teatro dell'Efebo

Ad Agrigento, su iniziativa dell’Ordine dei medici, presieduto da Santo Pitruzzella, domani, sabato 20 luglio, al Teatro dell’Efebo, al Giardino Botanico, in via Demetra, dalle ore 20 in poi, si svolgerà la “Giornata del medico e dell’odontoiatra 2024”. Nel corso della cerimonia saranno premiati i medici con 50 anni di laurea. E i neo iscritti all’Ordine presteranno il giuramento d’Ippocrate. Conducono Simona Carisi e Totò Nocera Bracco. Modera il dibattito Daniela Spalanca. Interventi artistici di Federica Maria Rotulo, Paolo Macedonio, Tom Sinatra e il Trio Scirocco. Regia di Franco Capitano.

Agrigento, conversazione su “Mafia di casa nostra”

0

Ad Agrigento, a “Le Fabbriche”, in piazza San Francesco, sono intervenuti i giornalisti e scrittori agrigentini Carmelo Sardo e Gaetano Savatteri, che, traendo spunto dai loro libri: “Cani senza padrone” di Sardo, e “I ragazzi di Regalpetra”, di Savatteri, sono stati al centro di una conversazione letteraria, moderata da Salvatore Picone, sul tema “Mafia di casa nostra”. In proposito il video e delle interviste sono in onda oggi al Videogiornale di Teleacras (ore 14:05, 18:30, 20:10), sul canale 89 di Tele Iblea.

Laurea Honoris Causa per Michele Guardì

0

Laurea Honoris Causa in Scienze pedagogiche al regista, autore televisivo e scrittore agrigentino, Michele Guardì. Le interviste a Guardì, al rettore dell’Università di Palermo, Midiri, e al sindaco Lagalla sono in onda oggi al Videogiornale di Teleacras (ore 14:05, 18:30, 20:10), sul canale 89 di Tele Iblea.

Riecco l’autovelox di Campofranco

0

Da oggi, venerdì 19 luglio, è stato riattivato l’autovelox di Campofranco, lungo la strada statale 189 Agrigento – Palermo. E’ posizionato in prossimità del bivio di Campofranco in direzione Agrigento e del bivio della stazione di Sutera in direzione Palermo. La velocità massima in tale tratto di strada è 70 chilometri orari. Per ulteriori informazioni – come pubblicato sulla pagina Facebook del Comune – è possibile contattare l’ufficio della polizia municipale di Campofranco al numero 0934 95927.

“Borsellino”, i riferimenti a Giammanco

0
Borsellino e Giammanco

La strage Borsellino: dall’inchiesta sfociata nell’invito a comparire all’ex magistrato Gioacchino Natoli, emergono molti riferimenti all’ex procuratore di Palermo, Pietro Giammanco. I dettagli.

Nel 2011 il tenente Carmelo Canale, già stretto collaboratore di Paolo Borsellino, raccontò: “Dopo la strage Falcone, Paolo Borsellino mi disse che voleva arrestare il procuratore di Palermo, Pietro Giammanco. E una settimana prima che lo uccidessero, lo vidi scrivere in maniera convulsa sulla sua agenda rossa. Non so cosa stesse appuntando, ma mi disse, arrabbiatissimo, che ce n’era per tutti e che era finito il tempo di scherzare”. Agli atti dell’inchiesta appena sfociata nell’invito a comparire per essere interrogato notificato all’ex componente del pool antimafia con Falcone e Borsellino, Gioacchino Natoli, vi sono anche tanti riferimenti a Pietro Giammanco, morto nel 2018. Molto probabilmente anche lui avrebbe ricevuto lo stesso invito a comparire se fosse stato ancora in vita. Nell’estate del ’92, dopo le esplosioni di Capaci e via D’Amelio, il 23 luglio otto sostituti procuratore firmarono un documento di dimissioni dal pool antimafia in segno di protesta contro il capo dell’ufficio, il procuratore Giammanco, accusato di non garantire un’adeguata condizione di sicurezza per i magistrati. Gli otto furono Ignazio De Francisci (poi procuratore ad Agrigento), Giovanni Ilarda, Antonio Ingroia, Alfredo Morvillo, Antonio Napoli, Teresa Principato, Roberto Scarpinato e Vittorio Teresi. Fu un atto di sfiducia. E Pietro Giammanco ad agosto presentò istanza di trasferimento e lo ottenne. Nell’invito a comparire notificato a Natoli, Giammanco è definito dai magistrati nisseni “l’istigatore di un disegno criminoso”, ovvero l’elusione delle indagini sul dossier ‘mafia e appalti’, favorendo mafiosi, politici e imprenditori. Nel ’95 Giammanco fu inquisito perché un ex killer figlioccio di Riina, Giuseppe Marchese, poi collaboratore della giustizia, raccontò che lui, Giammanco, aveva intascato una mazzetta da due miliardi di lire per ammorbidire le posizioni di alcuni indagati. Giammanco rispose subito con una denuncia per calunnia. L’inchiesta per corruzione fu archiviata. Non emerse alcun riscontro alle dichiarazioni di Marchese. Nel 2013 Vittorio Teresi al processo “Borsellino Quater” dichiarò: “Borsellino mi rivelò che una fonte molto attendibile gli aveva parlato di rapporti fra un noto esponente politico e alcuni indagati di mafia. E aggiunse di non farne parola con nessuno, perché la notizia non doveva arrivare a Giammanco”. In particolare la fonte rivelò che il mafioso Angelo Siino, già ministro dei Lavori pubblici di Cosa nostra, si sarebbe rivolto a Salvo Lima, affinchè sensibilizzasse, tramite un altro politico Dc di rilievo, Mario D’Acquisto, il procuratore Giammanco”. Poi Angelo Siino, dopo avere saltato il fosso, interrogato come collaboratore della giustizia, precisò: “E’ stato Pino Lipari, prestanome di Provenzano, e non io, a muoversi sull’onorevole D’Acquisto, affinchè si attivasse nei confronti di Giammanco. Lipari e l’imprenditore Vito Buscemi cercarono di ovviare alle conseguenze delle indagini su mafia e appalti”. E poi, dalle pagine della cronaca del tempo emerge che il procuratore Giammanco non informò Paolo Borsellino dell’informativa dei Carabinieri del Ros che annunciava l’arrivo del tritolo a Palermo, nel mese di giugno ‘92. Borsellino si arrabbiò molto col procuratore, con il quale i rapporti sarebbero stati sempre tesi. Paolo Borsellino invocava da mesi il coordinamento delle indagini su Palermo. Solo il giorno in cui fu ucciso, alle 7 del mattino del 19 luglio, Giammanco gli telefonò per comunicargli che gli avrebbe affidato il coordinamento delle indagini su Palermo. Poche ore dopo quel tritolo esplose in via D’Amelio.

“Acque agitate” tra Aica e Siciliacque

0
Claudia Catania, Claudio Guarneri, Nuccio Sapia, Settimio Cantone, Carmelina Russello e Francesco Fiorino

L’Aica, l’Azienda idrica dei Comuni agrigentini, contesta i piani di razionamento disposti da Siciliacque: “Determinano disparità di trattamento tra gli utenti”.

Siciliacque, la società mista tra Italgas (75%) e Regione Sicilia (25%), ha tra le mani 13 acquedotti e 6 invasi artificiali nell’isola. E rifornisce anche la provincia di Agrigento vendendo l’acqua a 0,69 centesimi a metro cubo. Spesso si accumulano debiti, come nel caso dell’Aica, l’Azienda idrica dei Comuni agrigentini, destinataria di un decreto ingiuntivo firmato da Siciliacque per 18 milioni di euro. L’Aica si è opposta, contestando tra l’altro che Siciliacque preleva parecchia acqua dal territorio agrigentino e poi la rivende agli agrigentini. Siciliacque ha disposto due piani di razionamento, il primo a gennaio e il secondo a marzo. Adesso tali razionamenti sono altrettanto contestati da Aica. Attualmente vi è una riduzione della fornitura idrica di circa il 25% per i Comuni serviti dall’acquedotto Favara di Burgio (con annessi gli acquedotti Casale, Montescuro Ovest e dissalata Gela-Aragona), e una riduzione di circa il 40% per i Comuni innaffiati dal sistema formato dagli acquedotti Fanaco, Voltano e Tre Sorgenti. Ebbene secondo Aica ciò determina una potenziale disparità di trattamento tra gli utenti. Ecco perché il direttore generale dell’Aica, Claudio Guarneri, ha telefonato al Genio Civile pregandolo di convocare un tavolo tecnico permanente sulla crisi idrica nel territorio di Agrigento. L’obiettivo dell’Aica è una revisione delle riduzioni per riequilibrare le forniture e distribuire equamente le risorse nel territorio tramite la collaborazione dei sindaci interessati “in un contesto – sottolinea Guarneri – di condivisione, trasparenza e solidarietà che da sempre guida la governance di Aica in tutto il suo operato. Aica – aggiunge il direttore generale – è quotidianamente impegnata nel cercare soluzioni adeguate, che garantiscano un trattamento paritario e solidale a tutte le comunità servite, mediante la condivisione di responsabilità e strategie volte a fronteggiare la criticità di un momento storico unico che ha portato alla dichiarazione dello stato di emergenza e di grave deficit idrico in atto nel territorio della Regione Siciliana”.

“Mazzetta Sicula”: severe condanne

0

Emessa sentenza di primo grado nell’ambito dell’inchiesta “Mazzetta Sicula”, legata alla gestione della discarica della “Sicula Trasporti”. Otto condanne.

Il Tribunale di Catania ha condannato a 11 anni e 9 mesi di reclusione Antonello Leonardi e a 8 anni e 8 mesi il fratello Salvatore, imprenditori nella Sicula Trasporti, proprietaria della discarica di contrada Coda Volpe. Nell’ambito dell’inchiesta intitolata “Mazzetta Sicula”, sostenuta dalla Guardia di Finanza, i reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione per delinquere, traffico di rifiuti, corruzione, frode nelle pubbliche forniture e getto pericoloso di cose. Oltre i fratelli Leonardi sono stati condannati a 2 anni ciascuno gli imprenditori Francesco e Nicola Guercio, a 7 anni il funzionario dell’Arpa Vincenzo Liuzzo, a 4 anni e 6 mesi il dipendente di Sicula Trasporti Marco Morabito, a 3 anni e 2 mesi il consulente Giovanni Orazio Messina, e a 1 anno e 6 mesi, pena sospesa, Giancarlo Panarello. La sentenza dispone anche la confisca delle società coinvolte che sono state condannate a sanzioni pecuniarie: Sicula Trasporti per 700.000 euro, Sicula Compost 700.000 euro, Gesac 150.000 euro, Immobiliare Leonhouse 80.000 euro, Eta Service 80.000 euro. In sintesi, traendo dal capo d’imputazione, dalle indagini è emerso – si legge – “un perdurante e sistematico illecito smaltimento dei rifiuti solidi urbani provenienti da oltre 200 Comuni siciliani, e una gestione della discarica orientata all’esclusivo perseguimento di utili attraverso il mantenimento delle convenzioni con gli Enti locali pur non essendo gli impianti nelle condizioni di poter più adempiere alle prescrizioni fissate dalle autorizzazioni amministrative”.

Goletta Verde bacchetta le foci dei fiumi Naro e Palma

0

Goletta Verde, di Legambiente, ha relazionato a Messina sui dati emersi dall’annuale monitoraggio del mare siciliano. Su 25 punti campionati dall’1 al 9 luglio 2024 – di cui 20 presso spiagge e 5 presso punti critici alle foci – 15 risultano entro i limiti di legge e 10 superano i parametri di legge risultando inquinati o molto inquinati. In particolare, 5 sono risultati inquinati: la spiaggia fronte canale piazza Marina (Palermo); la foce del torrente Nocella (Palermo); la spiaggia presso pennello fronte oasi ecologica (Trapani); la Foce Fiume Naro (Agrigento) e la Foce Fiume Palma (Palma di Montechiaro), dove è stata riscontrata una concentrazione di almeno una delle specie batteriche target sopra il limite. I 5 punti molto inquinati sono il mare presso la foce torrente Clachea (Palermo); la spiaggia la Praiola (Palermo); la spiaggia presso scarico depuratore (Trapani); il Lungomare Galatea (Catania); la spiaggia presso la foce torrente macchia (Catania). In tali casi la concentrazione è più del doppio del limite stabilito dalla normativa.