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Zona gialla e vaccini

Incidenza dei positivi al 2,4% in Sicilia. L’avvento della zona gialla e l’atteso superamento delle restrizioni. I medici di famiglia contestano i criteri di vaccinazione.

Sono 299 i nuovi positivi al covid in Sicilia, su 12.497 tamponi processati, con una incidenza del 2,4%. La regione è sesta per numero di contagi giornalieri. Le vittime sono state 4, per un totale di 5.667. Gli attuali positivi sono 16.696, con un decremento di 463 casi rispetto al precedente report. I guariti sono 758. Negli ospedali i ricoverati sono 920, 10 in meno, e quelli nelle terapie intensive sono 112, 6 in meno. Ecco la distribuzione dei nuovi casi tra le province: Palermo 60, Catania 70, Messina 38, Siracusa 14, Trapani 10, Ragusa 73, Caltanissetta 9, Agrigento 15, Enna 10. Nel frattempo l’avvento della zona gialla è stato anche in Sicilia una sorta di “festa della liberazione”, dopo mesi di restrizioni anti-covid. Complice una temperatura estiva, col termometro che ha toccato quasi trenta gradi in alcune zone dell’isola, chi ha potuto fin dalle prime ore del mattino si è recato in spiaggia a godersi il sole e il mare cristallino. Pieni i tavolini all’aperto di bar e ristoranti, nonostante la crisi rimanga profonda con tante attività commerciali che probabilmente non riapriranno più e che presto potrebbero essere rilanciate da chi approfitterà della pandemia per fare affari a buon prezzo. Ovunque la gente si è riversata nelle strade, nei parchi, nei lungomare. E in tema di vaccini, da oggi, per tre giorni, gli ultra quarantenni potranno vaccinarsi con AstraZeneca in tutti gli hub dell’Isola, anche senza prenotazione. L’iniziativa del governo Musumeci punta all’immunizzazione della maggior parte di persone che, volontariamente, accettano di avere somministrato il farmaco anglo-svedese. I medici di famiglia però contestano il governo e parlano di “caos organizzativo”. La Fimmg Sicilia, la Federazione italiana dei medici di famiglia, spiega: “Decine di medici di famiglia che avevano programmato la vaccinazione dei propri pazienti, seguendo la regola della priorità di somministrazione in base al target, non hanno potuto ritirare le dosi richieste nei tempi stabiliti: lo stop agli open day Pfizer e Moderna è arrivato troppo tardi. Ritrovarsi senza dosi a causa degli open day, che hanno consentito di somministrare vaccini Pfizer e Moderna a qualunque soggetto over 50 senza prenotazione e criterio scientifico, oggi significa non potere vaccinare chi ne ha più bisogno. Dunque, una organizzazione senza obiettivi e senza regole, che non mette in sicurezza i vaccini programmati per garantire riparo con le prime o le seconde dosi ai più vulnerabili, e provoca un rischio per l’intera campagna vaccinale. Tutto questo accade perché si continua a mettere all’angolo, senza alcun criterio, la vaccinazione di prossimità”.

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