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Contagi, inchieste e proteste

Incidenza dei positivi al 2,2% in Sicilia. Autopsie a Caltagirone per i morti nell’Rsa Don Bosco. A Palermo hanno manifestato gli operatori della movida.

Sono 348 i nuovi positivi al covid in Sicilia, su 15.841 tamponi processati, con una incidenza del 2,2%. La Regione è al terzo posto in Italia per numero di contagi giornalieri. Le vittime sono state 5, per un totale di 5.819. Il numero degli attuali positivi è di 9.883, con una diminuzione di 105 casi rispetto al precedente report. I guariti sono 448. Negli ospedali i ricoverati sono 549, 25 in meno, e quelli nelle terapie intensive sono 65, 7 in meno. Ecco la distribuzione dei nuovi casi tra le province: Catania 124, Palermo 53, Messina 44, Ragusa 41, Agrigento 34, Siracusa 29, Caltanissetta 12, Trapani 11, Enna zero. Nel frattempo la Procura di Caltagirone, tramite dei periti a lavoro da oggi con le autopsie, ha disposto di accertare, anche sulla base dell’esito di eventuali tamponi e test sierologici eseguiti, il perché della morte di 15 persone con sospetto contagio da covid nella Rsa Don Bosco dove nell’aprile del 2020 vi furono 41 casi positivi. Le autopsie saranno eseguite nell’obitorio dell’ospedale San Marco di Catania dove sono state realizzate apposite camere per il bio contenimento. L’Rsa è stata prima sequestrata e poi chiusa. E a Palermo, innanzi a Palazzo d’Orleans, hanno appena manifestato gli operatori della movida, sostenuti dal sindacato Silb. L’iniziativa ha coinvolto un migliaio di lavoratori fermi per l’epidemia. Deejay, musicisti, impresari ed organizzatori di eventi ma anche camerieri, barman, fotografi e addetti alla sicurezza sono senza lavoro e sussidi. Il deejay “Mauriziotto” spiega: “Chiediamo al governo regionale di sederci attorno ad un tavolo tecnico per considerare le condizioni di sicurezza e trovare il modo per riaprire le discoteche e i locali notturni. Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, parla di una possibile riapertura l’8 giugno ma le linee guida sono inammissibili. In discoteca non si può andare per ascoltare musica, in discoteca la gente vuole ballare”. E il deejay Sasà Taibi aggiunge: “Se non si riaprono i locali molta gente continuerà a rimanere senza lavoro. Chiediamo al governo, allora, che fine hanno fatto i sussidi, i bonus di sostentamento, e gli ammortizzatori sociali per tutti coloro che lavorano nel mondo della notte. Siamo stati abbandonati. Abbiamo bisogno di lavoro o di aiuti economici che ci permettano di andare avanti”. E per le stesse ragioni, il prossimo 3 giugno manifesteranno a Palermo e anche a Catania le imprese di bus, vetture e natanti aderenti al comparto “Noleggio con conducente”, che in Sicilia conta 4mila aziende e 10mila occupati tra stagionali e dipendenti.

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