Il deputato regionale e leader di Controcorrente Ismaele La Vardera è stato assolto dal Tribunale di Palermo dall’imputazione di violenza privata.
Il deputato regionale e leader di Controcorrente Ismaele La Vardera è stato assolto dal Tribunale di Palermo dall’imputazione di violenza privata, contestata per un servizio realizzato quando lavorava come giornalista de “Le Iene”. L’inchiesta riguardava la morte del medico di San Cataldo, Aldo Naro, aggredito e ucciso in una discoteca a Palermo. La Vardera aveva intervistato una giovane ritenuta informata sui fatti e, secondo quanto riferito dallo stesso giornalista, il fidanzato della ragazza aveva poi raggiunto la troupe, minacciandola verbalmente e aggredendo l’operatore Massimo Cappello. La Vardera afferma: “Nel dicembre del 2024, dopo il rinvio a giudizio, presi una decisione che mi costò molto e mi dimisi da vicepresidente della Commissione Antimafia. Io quelle domande le avevo fatte da giornalista, cercando risposte sulla morte di Aldo Naro, una vicenda sulla quale ancora oggi restano troppi interrogativi. Per quelle domande rischiavo quattro mesi di carcere, con pena sospesa. Ho atteso la sentenza e oggi posso dire: nessuna condanna. Per me non si chiude soltanto una pagina giudiziaria, ma una pagina della mia vita che mi ricorda perché ho scelto questo mestiere. Ringrazio i miei avvocati Federico Giusti e Stefano Toniolo per avermi assistito con professionalità e convinzione. Rivolgo infine un pensiero alla famiglia Naro: il loro dolore immenso non cesserà mai e spero che possa arrivare anche per voi la giustizia tanto desiderata.”





















