La Procura di Agrigento ha notificato la proroga delle indagini, condotte dai Carabinieri, di altri sei mesi, fino a marzo 2027, a sei indagati nell’ambito di un’inchiesta, coordinata dal procuratore Giovanni Di Leo e dal sostituto procuratore Elettra Consoli, sull’appalto da circa 250 mila euro, finanziati dal ministero dell’Interno, del progetto “San Leone in sicurezza”, relativo all’installazione di impianti di videosorveglianza nel quartiere balneare di San Leone e nel centro di Agrigento per prevenire e contrastare i fenomeni di criminalità diffusa e predatoria. Il Comune di Agrigento ha aderito al bando nel 2022 e ha ottenuto il finanziamento a dicembre del 2024. Poi, tramite una gara, il Comune nel marzo 2025 ha affidato l’appalto a una società di Roma, che ha indicato come consorziata esecutrice una impresa di Favara. La Procura ipotizza due reati: turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e subappalto illecito o non autorizzato in materia di opere pubbliche. La prima ipotesi si riferisce al possibile condizionamento della gara per pilotare la scelta dell’impresa incaricata dei lavori. La seconda ipotesi riguarda invece il presunto illecito subappalto, allorchè non sarebbe stato autorizzato. La proroga delle indagini serve a riscontrare ciò. Gli indagati sono: Alberto Avenia, 66 anni, ex dirigente del Comune di Agrigento attualmente a Favara, Vincenzo Burceri, 59 anni, geometra dipendente del Comune in servizio al settore Lavori pubblici, Giovanni Pitruzzella, 50 anni, titolare di un’impresa, Angelo Sciumè, 44 anni, imprenditore di Favara, Gaspare Triassi, 62 anni, funzionario comunale, Gerlando Trupia, 42 anni, ingegnere dipendente comunale in servizio ai Lavori pubblici.
