Salvatore Insenga, cugino del giudice Rosario Livatino, ha incontrato a Busto Arsizio Salvatore Calafato e Paolo Amico, condannati all’ergastolo per l’omicidio del magistrato, ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990. L’incontro si è svolto nell’aula Falcone-Borsellino del Tribunale, nell’ambito di un percorso di giustizia riparativa intrapreso dai due detenuti. Presente anche l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini. Calafato ha raccontato che la testimonianza dei genitori di Livatino ha segnato l’inizio della sua conversione: «Dal seme di Livatino è nata la mia conversione». Amico ha ricordato il desiderio, maturato nel tempo, di chiedere perdono per il delitto. Insenga ha sottolineato il valore del percorso, affermando che «un colpo di pistola non può essere l’ultima parola» e definendo la giustizia riparativa «giustizia pacificatrice».
