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“Centrodestra”, tra primarie e coalizione

La coalizione di centrodestra in Sicilia è ancora divisa sullo svolgimento delle Primarie, peraltro già in calendario il prossimo 23 aprile, per la scelta del candidato Presidente della Regione. Il capogruppo all’Assemblea regionale di Forza Italia, Marco Falcone, ha trasmesso i moduli per la raccolta delle firme necessarie per sostenere le candidature proposte dalle singole forze politiche che partecipano alla competizione. E ciò ha provocato l’immediata reazione del primo alleato di Forza Italia, il “Cantiere Popolare”, il cui leader, il già ministro alle Politiche Agricole, Saverio Romano, afferma: “Le primarie in Sicilia come strumento per la scelta di un candidato alla Presidenza della Regione sono un ottimo strumento ma solo se frutto di una condivisione piena per quello che riguarda le regole e i contenuti. Occorre una sensibilità comune utile ad evitare le furbizie degli ultimi arrivati, le fughe in avanti di sognatori, le accelerazioni e le improvvisazioni di chi non ha esperienza e competenza. Le primarie possono rivelarsi utili e vincenti se impiegate con saggezza e reale pluralismo, o nefaste in caso contrario, soprattutto se tenute durante la campagna elettorale per le amministrative. O si organizzano nel migliore dei modi, tenendo conto che non possono essere terreno di esibizione di fantomatici movimenti dell’ultima ora, o meglio non farle proprio, come da sempre sostiene Silvio Berlusconi” – conclude Saverio Romano. Nel frattempo, il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, è a lavoro per il superamento e l’evoluzione della sua creatura politica, il Nuovo Centrodestra, e, in occasione della riunione della Direzione, ha annunciato: “Il Nuovo Centrodestra si evolve in un nuovo soggetto politico che ne supera la denominazione, ma che si conferma nella sua collocazione politica. Questo perché in Italia è sorta essenzialmente una nuova destra che io non intendo criticare, ma che non ha nulla a che vedere con la ‘D’ di quel centro destra in cui abbiamo vissuto e in cui abbiamo creduto in questi anni”. Alfano dunque sarebbe intenzionato a costruire una casa comune dei moderati, dei liberali, e dei popolari italiani, con saldo timone al centro, comprendendo ovviamente Forza Italia e svincolandosi dagli estremismi di Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che sono a favore dell’uscita dell’Italia dall’Europa, traguardo non condiviso da nessun altro partito del centrodestra.

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