Lo scrittore agrigentino Matteo Orlando torna alla narrativa con “Senza catene”, un romanzo ispirato a fatti realmente accaduti nel territorio agrigentino e dedicato al valore del riscatto, alla dignità degli ultimi e alla forza dell’amore incondizionato. Il libro è stato presentato lo scorso 21 agosto, in mattinata, presso la Biblioteca Comunale di Ribera, mentre la sera del 22 agosto è stato protagonista di un nuovo appuntamento nella piazza centrale di Calamonaci. Ambientato nella Sicilia occidentale, “Senza catene” intreccia tradizioni antiche, segreti familiari, sofferenze e piccoli grandi atti di eroismo quotidiano, raccontando una storia capace di toccare il cuore, in particolare quello degli amanti degli animali. Al centro della vicenda c’è Domenico, un undicenne segnato dalla perdita della madre e dall’ostilità della matrigna Teresa. Diviso tra il duro lavoro nei campi al fianco del padre Nino e i soprusi degli adulti, il ragazzo conosce fin da giovanissimo il peso dell’ingiustizia e della solitudine. A cambiare il corso della sua vita sarà l’incontro con Fido, un cane con il quale nascerà un legame profondo, fatto di fedeltà, coraggio e devozione. Un rapporto che diventerà per Domenico una fonte di forza e speranza, trasformandosi nel simbolo di un riscatto possibile anche nelle situazioni più difficili. “Senza catene” si presenta così come un romanzo sulla capacità di non arrendersi, sulla solidarietà e sul valore dei legami autentici, attraverso una storia che affonda le proprie radici nella realtà e nella memoria di una Sicilia rurale e umana. Per Matteo Orlando, giornalista, saggista e narratore, la pubblicazione del romanzo arriva inoltre in un momento particolarmente significativo sul piano personale e professionale. Lo scorso 21 agosto, nella suggestiva cornice del Santuario di Maria Santissima del Balzo di Bisacquino, Orlando è stato infatti insignito del riconoscimento dell’ottava edizione del Premio Letterario “Mons. Giuseppe Petralia, Vescovo e Poeta”. Il premio gli è stato assegnato per «l’eclettismo e il valore della sua produzione giornalistica, saggistica e narrativa» e per avere saputo «coniugare il rigore dell’analisi teologica con un’immensa passione civile», mantenendo «un legame proficuo e generoso con la propria terra d’origine attraverso il rilancio della cultura e della informazione locale», anche attraverso il lavoro alla direzione del Giornale Momenti. Due appuntamenti, dunque, che segnano un periodo particolarmente intenso per Orlando e che confermano il suo impegno nel mondo della cultura e dell’informazione. Con “Senza catene”, l’autore sceglie ora la narrativa per raccontare una storia di dolore e speranza, affidando al legame tra un bambino e il suo fedele compagno a quattro zampe un messaggio universale: anche chi è stato ferito dalla vita può trovare la forza di rialzarsi e riconquistare la propria libertà.























