La famiglia di Simona Cinà, la pallavolista di 21 anni morta annegata nella piscina di una villa a Bagheria nella notte tra l’1 e il 2 agosto 2025, si oppone alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta e chiede nuove indagini. Nel giorno in cui la giovane avrebbe compiuto 22 anni, gli avvocati Antonio, Marco e Paolo Ingroia hanno presentato le proprie richieste al gip di Termini Imerese, contestando l’insufficienza degli accertamenti svolti e le contraddizioni emerse sulla dinamica del decesso. I legali chiedono un supplemento di perizia medico-legale, eventualmente affidato a nuovi consulenti o a un perito nominato dal giudice, e una nuova audizione dei ragazzi presenti alla festa, con il confronto delle diverse testimonianze. Ora spetterà al gip decidere sull’opposizione all’archiviazione.























