Fabrizio Messina, imputato nel processo sulle famiglie mafiose di Porto Empedocle e Villaseta, ha reso dichiarazioni spontanee in aula prendendo le distanze da Cosa nostra. «Mi dissocio dalla mafia, non mi appartiene più. O forse non mi è mai appartenuta», ha affermato il cinquantenne, fratello del boss Gerlandino Messina, soffermandosi sul proprio presente, sul futuro e sull’affetto per la famiglia, in particolare per la moglie, alla quale ha riconosciuto un ruolo importante nella propria vita. L’imputato ha quindi ribadito la volontà di essere giudicato anche alla luce delle proprie dichiarazioni, concludendo il suo intervento con un ringraziamento al giudice. Messina è imputato di associazione mafiosa e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Avrebbe diretto la famiglia mafiosa di Porto Empedocle insieme al canicattinese Vincenzo Parla, gestendo un’organizzazione dedita al traffico di ingenti quantitativi di droga in diverse province siciliane. Assistito dall’avvocato Salvatore Pennica, ha sempre contestato le accuse, negando di avere capeggiato la cosca e chiedendo l’assoluzione. Nel corso del procedimento ha inoltre manifestato la disponibilità ad accedere a un percorso di giustizia riparativa.






















